VALUTARE E’ DIFFICILE. ECCO GLI ERRORI PIU’ COMUNI

di ASSUNTA DI NUNZIO

L’oggettività della valutazione degli alunni è sicuramente tra i principali obiettivi in una scuola in cui la Valutazione è alla base del Sistema, non solo per ottenere i vari Bonus.

xfactorEssere “giusti”, come dicono i ragazzi, non commettere errori nella valutazione e nell’attribuzione dei voti dovrebbe essere la mission di ogni docente, soprattutto a poco più di un mese dalla fine dell’anno scolastico e quindi degli scrutini finali.

Il rischio maggiore della valutazione è legato al grado di soggettività che esiste in ogni giudizio.

Ma quali sono gli errori in cui spesso incorriamo noi docenti?

La letteratura docimologica mondiale ne presenta diversi, che non consentono a molti insegnanti di svolgere in piena tranquillità, imparzialità e professionalità il proprio lavoro, nonostante i criteri riportati nei PTOF; per esempio nell’interrogazione orale si può cadere nel narcisismo intellettuale, parliamo, parliamo, e ci aspettiamo dallo studente “deferenza intellettuale” e “interesse sincero” o nella maternage, poniamo il quesito, ci accorgiamo che lo studente non ha compreso, riformuliamo la domanda proponendo esempi e analogie. Di fronte all’espressione smarrita stampata sul volto dello studente, ci inoltriamo nella risposta, lasciando all’allievo soltanto la conclusione.

Altri possibili errori sono:

  • l’effetto Pigmalione: ci creiamo una immagine personale dell’allievo, per cui è difficile accorgersi dei cambiamenti del profitto che ci costringono a rivedere il giudizio; l’effetto Pigmalione, ad esempio, spiega perché lo studente qualificato come “negativo” nella percezione del docente si veda accusato di aver copiato quando finalmente produce una verifica sufficiente; noto anche come effetto Rosenthal, se siamo convinti che un allievo sia meno dotato di un altro, lo tratteremo in modo diverso; l’alunno se ne accorgerà, interiorizzerà il giudizio e si comporterà di conseguenza diventa quello che abbiamo immaginato;
  • l’effetto Alone è il fenomeno psicologico per cui la nostra personale simpatia o antipatia per l’allievo si riflette in una maggiore o minore disponibilità a considerare, ad esempio, gli errori come semplici sbagli. Secondo la classica definizione di Thorndike è l’espansione indebita di giudizio: si verifica quando un aspetto noto e conosciuto condiziona la valutazione nei confronti di altri non dipendenti da esso, per esempio un compito scritto, preciso e ordinato, può condizionare la valutazione nella successive interrogazioni orali;
  • l’effetto Contrasto è il condizionamento nella formulazione del giudizio dovuto all’influenza esercitata dalle prestazioni di altri studenti. Si può verificare soprattutto durante le verifiche orali e consiste in una sovrastima o sottostima di una determinata prova ma questa volta rispetto a standard di prestazioni ideali del docente. Ciò può avvenire anche tra classi parallele;
  • l’effetto Eco si verifica quando tendiamo a portare nel giudizio sull’allievo atteggiamenti della nostra cultura, personalità, stati d’animo.

L’acronimo da ricordare è quindi PACE (Pigmalione, Alone, Contrasto, Eco), non dobbiamo avere PACE nella valutazione degli allievi; dobbiamo sempre ricordare a noi stessi e ricordare agli studenti che qualunque punteggio si attribuisca, questo non costituisce giudizio di valore sulla persona, ma solo sulla singola prestazione.

Anche Goethe espresse tale sottile dinamica:

“Se tratti un uomo quale realmente è, egli rimarrà così com’ è.

Ma se lo tratti come se già fosse quello che dovrebbe essere, egli lo diverrà”.

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