UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA IL DIFFICILE RUOLO DI DOCENTE DI POTENZIAMENTO

di ELENA PAPPALARDO            

Era dicembre e in principio di una giornata di lavoro si aggiravano nella sala docenti degli sconosciuti che un po’ ansiosi, ma con gli occhi sorridenti chiedevano… dove devo firmare?

I docenti già in servizio si guardavano sorpresi e, titubanti, indicavano il registro delle presenze.

Piacere sono…, piacere mio, mi chiamo… ma nessuno osava chiedere… scusa come mai da queste ‘parti’? Cosa devi fare? Devi far lezione e, se sì, dove visto che oggi siamo tutti presenti?

Non c’era più tempo di intrattenersi, la campanella suonava e tutti in classe con un pensiero nella testa… ma chi sono lor signori? Neanche il tempo di pensarlo e bussavano alla porta… ciao, il dirigente mi ha detto di affiancarti in attesa di disposizioni ulteriori… bene, sono contenta, piacere mio, accomodati… insomma tutti i convenevoli che si addicono all’imbarazzante circpotenziamentoostanza.

Uno sconosciuto era alla porta!

I tumulti mediatici degli ultimi mesi… Fase 0, Fase A, Fase B, Fase C, le grida di protesta di chi si sentiva penalizzato nella destinazione, la contestazione nei confronti della Buona Scuola, che però nel bene e nel male offriva un posto di docenza a tempo indeterminato anche a chi non ci sperava più, riecheggiavano nella mente e si fece presto a capire che la Fase C si era concretizzata ed il fantasma dell’organico potenziato che aleggiava sulla scuola sin dal 1996 si era quel giorno, invece, materializzato.

Tanta provvidenza, in un sol colpo, si stentava ad immaginarlo. Possibile che oggi qualcuno mi aiuterà a prodigarmi nelle acrobazie didattiche quotidiane in una classe di circa 30 alunni, ciascuno con le sue esigenze?

Lo ‘sconosciuto’, che di lì a poco sarebbe diventato un caro collega, ormai si aggirava tra i banchi e con umiltà chiedeva… come posso aiutarti? A questa domanda il cuore del docente di ruolo sussultava, mai tanta grazia si era vista. Il problema, però, era che l’incredulo docente titolare era impreparato, non sapeva cosa rispondere… peccato, che occasione persa!

Il dirigente dal canto suo, poverino, aveva chiesto docenti per potenziare alcune delle aree puntualmente indicate nelle circolari, ma si era ritrovato tutt’altra esperienza disponibile e, anch’egli impreparato, aveva bisogno di qualche giorno per ripensare ai suoi propositi ed elaborare nuovi progetti da far realizzare tra una supplenza e l’altra.

Questo sì che era chiaro… innanzitutto le supplenze fino a 10 giorni!

Nella solitudine della sua presidenza, pensava… come faccio ad assegnare “i nuovi arrivati” su progetti extracurriculari per ampliare l’offerta formativa (sono pur sempre parte di un organico potenziato!), se poi si assenta un docente titolare e il poverino (anche lui) deve supplire?

Come faccio ad organizzare un gruppo di livello per potenziare competenze deficitarie o eccellenti degli studenti se, poi, il ‘poverino’ quel giorno è impegnato in una supplenza?

Come faccio ad affiancarlo ad un altro docente per un progetto in aula, se poi quel giorno deve supplire e il docente titolare si ritrova a dover inventare, seduta stante, una giornata didattica?

In attesa che il dirigente trovi dignitose soluzioni, per togliersi anche dall’imbarazzo di far trotterellare per i plessi professionisti che fino a pochi giorni prima avevano una loro classe e sapevano cosa li attendeva al mattino, lo ‘sconosciuto’ vive tra color che son sospesi ed il docente di ruolo, se fortunato, al mattino avrà uno ‘sconosciuto’ alla porta pronto ad aiutarlo!

 

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