UNA RIVOLUZIONE POSSIBILE? ANIMATORI DIGITALI E TEAM PER L’INNOVAZIONE AL VIA

Nel 2015, un anno fa, salì alla ribalta un documento che tracciava la  crescita digitale italiana fino al 2020, una sorta di roadmap per la digitalizzazione del Paese …”capace di  determinare il progressivo switch off dell’opzione analogica rivoluzione digitaleper la fruizione dei servizi pubblici, progettando la digitalizzazione della pubblica amministrazione in un’ottica centrata sull’utente e coordinando e mettendo a sistema le diverse azioni avviate da tutte amministrazioni pubbliche, di garantire crescita economica e sociale, attraverso lo sviluppo di competenze nelle imprese e di diffusione di cultura digitale fra i cittadini che generi nuova offerta capace di competere sui mercati globali, e una accresciuta domanda capace a sua volta di stimolare offerta innovativa e qualificata, in un circolo virtuoso e per rendere più efficiente il sistema paese…” Una vera e propria agenda digitale su cui il Governo ha investito e la cui realizzazione rappresentava e rappresenta un momento di possibile trasformazione  verso crescita, maggiore occupazione e qualità della vita, anche democratica. Da quei propositi dello scorso anno, con coerenza, dobbiamo dirlo, sono scaturite una serie di azioni che in questi giorni stanno travolgendo la scuola italiana. Infatti, un estraneo che dovesse, in questi giorni, capitare per caso in una delle nostre scuole, probabilmente rimarrebbe esterrefatto. Abituato alla vecchia scuola degli stereotipi, con il gessetto, le lavagne di ardesia, le maestre o i professori impegnati dietro una cattedra a spiegare, il preside, alias dirigente, in piedi sulla porta a controllare ingressi ed uscite, si ritroverebbe in un mondo altro, in una galassia lontana anni luce da quello che quell’estraneo ricordava. In questi giorni, poi, le scuole stanno impazzendo dietro ad una serie di circolari, indicazioni, decreti e procedure, fra formazione dei docenti neo assunti, con corsi organizzati in modo un po’ frettoloso e, spesso, macchinoso e formazione per il Piano Nazionale della Scuola Digitale. I team dell’innovazione, gli animatori digitali, come personaggi di qualche film di fantascienza, si aggirano nelle scuole alla ricerca dei loro corsi di formazione, della convalida da parte del dirigente scolastico, delle sedi da raggiungere e, soprattutto, delle cose da fare. Il Piano Nazionale, adottato con il DM 851/2015, prevede un investimento cospicuo per la “Formazione in servizio per l’innovazione didattica e organizzativa” del personale scolastico, formazione che è collegata allo stesso Piano dell’Offerta Formativa Triennale. Un investimento per i vari momenti formativi previsti, per gli animatori, il team per l’innovazione digitale, per l’innovazione didattica e organizzativa del personale scolastico, dei ​dirigenti, dei direttori dei servizi generali e amministrativi, del personale amministrativo e tecnico, dei docenti e assistenti tecnici (che andranno a costituire i presìdi di “pronto soccorso tecnico” per le scuole del primo ciclo). I tempi per questa rivoluzione? Prima del periodo estivo​ sarà garantita la prima fase della formazione, da settembre 2016 e fino ad agosto 2017 ​saranno avviati tutti i moduli di approfondimento più specifici, nonché la più generale formazione dei docenti. I risultati? Li vedremo, come sempre, perché dirigenti e docenti, come sempre, partiranno con la motivazione massima, magari fra un mugugno ed un altro, ma partiranno.

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