UN FALLIMENTO DI SWITCH OFF. LA DEMATERIALIZZAZIONE CHE SI ALLONTANA

 

di ROSSELLA DE LUCA

Ad agosto congeliamo il digitale 12 agosto 2016: switch off fallito! La data che avrebbe dovuto segnare definitivamente il passaggio dall’amministrazione novecentesca, “fatta di carta e timbri”, all’amministrazione digitalizzata e sburocratizzata del XXI secolo, ha rappresentato ancora una volta un appuntamento mancato. Avremmo dovuto assistere in questo mese a un cambio epocale, digitaleche nasceva nel lontano 2005, da quando aveva cominciato a diffondersi la più o meno radicata convinzione che la digitalizzazione dell’azione amministrativa avrebbe consentito di realizzare finalmente una riduzione dei costi (90% di riduzione della carta) e un recupero della produttività (80% di riduzione dei tempi di attesa relativi alle pratiche amministrative). Ma il 6 agosto, quando tutto sembrava ormai (quasi) pronto per l’entrata in vigore del DPCM 13/11/2014 e la partenza del 12 agosto pareva essere ormai assicurata e tutte le scuole avevano in qualche modo cercato di rendersi pronte all’evento e le segreterie scolastiche, nonostante il periodo di ferie, erano state allertate, si è registrato un ulteriore slittamento, probabilmente al 12 dicembre 2016. Qualche giorno prima, infatti, era stato votato alla Camera in Commissione affari costituzionali un “parere vincolante” allo schema di decreto legislativo che andava a modificare il Codice dell’Amministrazione Digitale. Questo processo ha dunque nuovamente subito una battuta di arresto. Il motivo? La sospensione serve per “aggiornare le regole tecniche sulla digitalizzazione”, entro un “tempo congruo”, ovvero un lasso di tempo che non è ben definito e potrebbe andare dunque anche al di là del 2016: una sorta di rinvio sine die, di cui per la verità non si sentiva più il bisogno, soprattutto nel momento in cui si era giunti in dirittura d’arrivo. E così, mentre da un lato una parte sempre più numerosa di cittadini chiede a tutta la Pubblica Amministrazione mezzi più celeri e snelli per comunicare, ma soprattutto più economici (si pensi a quanto sia stato possibile risparmiare in termini di tempo e danaro grazie all’utilizzo della PEC), la Pubblica Amministrazione, stretta tra esigenze contrastanti, non riesce ancora a mettere a disposizione in maniera generalizzata strumenti digitali che siano in grado di rispondere alle esigenze rilevate e ancora una volta il disegno di modernizzazione della PA subisce una battura di arresto. Ciò non significa affatto che tutte le scuole fossero pronte, ma dopo tanta fatica con pochi fondi, tanta formazione e soprattutto autoformazione, Piano Nazionale Scuola Digitale partito a fine luglio per DS e DSGA, grandi resistenze da parte di un certo numero di amministrativi, acquisto di software abbastanza costosi, con server non sempre adeguati alle esigenze di accesso…insomma, forse sarebbe stato meglio, pur con qualche incertezza ed esitazione, iniziare, nella convinzione che se non si parte non si riuscirà mai a comprendere realmente i problemi e le possibilità, i limiti e la valenza di questa rivoluzione digitale, ma soprattutto non si riuscirà mai a sradicare la convinzione, ben radicata in buona parte dell’opinione pubblica, che bisogna che “tutto cambi affinché nulla cambi”.

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