TRASFORMIAMO L’AULA IN AGENZIA DI VIAGGI E RENDIAMO ATTORI PROTAGONISTI GLI ALUNNI, CON LA FLIPPED CLASSROOM

 

di MARIA GIOVANNA DAMIANO

flipped classroom

La maltrattata geografia, disciplina sfortunata, vittima di riforme che l’hanno calpestata e ridotta all’osso nel monte ore settimanale di insegnamento, resta, invece, una risorsa di importanza e ricchezza straordinarie, ma il tempo che le dedichiamo in classe è sempre insufficiente.

Perché negare che nella scuola secondaria di I grado l’ora di geografia è spesso sacrificata in nome del compito in classe di italiano o dell’interrogazione di storia?

Vien voglia di chiamare in causa Jonathan Bergmann e Aaron Sams, due insegnanti di scienze americani che, una decina d’anni fa, decisero di promuovere un nuovo metodo di apprendimento che si basava sulle registrazioni delle loro lezioni proposte, a casa, agli studenti spesso assenti, che dovevano recuperare in maniera autonoma il tempo perduto.

Oggi questo sistema di insegnamento-apprendimento è noto come flipped classroom e per la geografia è davvero perfetto.

Che ne dite di trasformare la vostra aula in un’agenzia di viaggi, rendendo attori protagonisti i vostri alunni?

Dopo che l’insegnante in circa due lezioni si occupa magari della descrizione generale di un continente extraeuropeo in tutti i suoi aspetti (territorio, clima, storia, popolazione, risorse economiche) con l’ausilio di mappe, video, fotocopie integrative al testo, agli alunni spetta poi organizzare un viaggio nei diversi stati del continente trattato.

Adele, Marco, Laura, Francesco sceglieranno lo stato del quale dovranno documentarsi a casa, tra web, testi, risorse varie, testimonianze di viaggio, materiale che organizzeranno in una presentazione da proporre in classe ai propri compagni.

Scommettiamo che il pubblico in aula rimarrà incantato dalla lezione, soprattutto poi se costruita con carte, immagini, dati, curiosità su luoghi e tradizioni, magari assemblate in un percorso da viaggiatore da proiettare su laptop o Lim?

E se poi cominciassero a scambiare tra loro le presentazioni o a registrare le lezioni dei compagni?

Niente paura, l’insegnante non è scomparso e non ha perso affatto il suo ruolo in aula. Resta lì, magari incantato anche lui ad ascoltare il giovane allievo tutto preso dalla sua ricerca, pronto, però, a correggerlo per una notizia errata o per un’immagine inappropriata.

Pensate forse che sia troppo impegnativo per i ragazzi? No, statene certi.

I nativi digitali amano scorrazzare nella rete, cercare, tagliare e incollare, curiosando tra foto e video. Forniamogli strumenti integrativi, testi, indicazioni e suggerimenti che semplifichino loro la selezione delle risorse nel lavoro a casa; e, magari, chiediamo il coinvolgimento dei genitori, quando questo è possibile, per vigilare sulle loro autonome ricerche.

E allora, è bene provare a sperimentare nuovi percorsi, intraprendere strade innovative e coraggiose, rovesciare le classi, metterle a testa in giù, l’importante è rimanere sempre con i piedi per terra!

 

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