QUALCUNO RISPETTA IL DIVIETO DELLO SMARTPHONE IN CLASSE?

di  ASSUNTA DI NUNZIO

 

Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, con la direttiva 104 del 15 marzo 2007, ha vietato l’uso di cellulari e smartphone durante le lezioni per comunicare con telefonate o messaggi e ha trasferito alle istituzioni scolastiche la regolamentazione dell’utilizzo di tali dispositivi a scuola.

Con la circolare n. 362 del 25 agosto 1998 il divieto era già presente per il personale docente.

SMARTPHONE SCUOLASecondo la 104/2007 usare i cellulari durante le ore di lezione non solo è una grave mancanza di rispetto verso il docente ma si delinea come un’infrazione disciplinare più o meno grave in base al numero delle volte che viene reiterata, anche se non sempre e non necessariamente. Ad esempio, su autorizzazione del docente, l’alunno può, in gravi casi, comunicare con la famiglia, anche se la scuola deve sempre garantire tale possibilità attraverso l’uso dei telefoni presenti negli uffici scolastici.

Il Garante della Privacy sottolinea come sia addirittura possibile usare tablet, cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili per registrare le lezioni, purché i fini siano didattici e l’uso strettamente personale.

La diffusione dei contenuti è, invece, possibile solo con il consenso di tutte le persone che compaiono in essi: “è bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.”

I docenti possono, inoltre, sequestrare i dispositivi il cui utilizzo non è autorizzato, ma devono riconsegnarli a fine lezione, mentre non possono assolutamente perquisire gli alunni per cercare smartphone o altro.

Il nostro ordinamento,però, non considera le circolari ministeriali leggi e quindi la violazione delle indicazioni in esse contenute non sono sanzionabili dal Giudice ma solo ai fini disciplinari, secondo le modalità indicate nel Regolamento di Istituto e previa informazione degli alunni e dei genitori.

La scuola, però, corre rischio di cadere in contraddizione, infatti se da un lato vieta l’uso di dispositivi mobili e punisce con sanzioni chi infrange le regole, dall’altro incentiva l’utilizzo di LIM e tablet.

Non dimentichiamo che le competenze digitali sono una delle otto competenze chiave europee (Utilizzare e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento alle strategie espressive e agli strumenti tecnici della comunicazione in rete. Utilizzare le reti e gli strumenti informatici nelle attività di studio, ricerca e approfondimento disciplinare).

Gli smartphone, allora, devono diventare una risorsa più che essere un problema.

L’uso delle nuove tecnologie (ma sono ancora nuove per i nostri alunni o lo sono solo per alcuni docenti?) non implica automaticamente un miglioramento dell’insegnamento e dell’apprendimento. Ma il vietarle sicuramente sì.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *