PUNIRE GLI ALUNNI CON GIUDIZIO. SI PUO ?

ASSUNTA DI NUNZIO

In genere i consigli di classe di novembre prevedono, minacciosi, nella tristezza del mese che celebra la ricorrenza dei defunti, tra i punti all’ordine del giorno, la discussione sull’andamento disciplinare della classe. Il riferimento normativo è nello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, approvato con D.P.R. n. 249 del 24/05/1998, e successive modifiche ed integrazioni e nel D.P.R. n. 235 del 21/11/2007, nella Nota Ministeriale 3620/PO del 31/07/2008 e nel DPR n. 122 del 22 giugno 2009.

Soffermiamoci su alcuni punti fondamentali dello Statuto.

di-nunzio“La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni…. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno”.

In sede di Consiglio di Classe, anche aperto alle componenti genitori e alunni, va ricostruito l’evento o gli eventi che hanno portato alla proposta di sanzione disciplinare; deve essere presente l’alunno interessato e, se minore, anche i genitori, ed eventuali testimoni. E’ possibile irrorare una sanzione disciplinare solo dopo aver sentito le ragioni dello studente e solo successivamente deliberare sulle sanzioni da erogare.

Le sanzioni tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano e allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. … I comportamenti che sono perseguibili penalmente non rientrano nelle norme del presente regolamento. Tali comportamenti saranno segnalati alle autorità competenti attraverso il D.S. o per diretto interessamento dei singoli.

Dal punto di vista legale in caso di provvedimenti disciplinari eccessivi e sproporzionati si può incorrere nel reato di abuso dei mezzi di correzione regolato dall’articolo 571 del codice penale “Commette il delitto di abuso dei mezzi di correzione o disciplina chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia…”

ollogoD’altro canto, come riportato dalla Circolare ministeriale del 4 luglio 2008, “i comportamenti riprovevoli, e connotati da un altissimo tasso di disvalore sociale, non possono essere trattati alla stregua di un’infrazione disciplinare, ma devono poter essere sanzionati dalla scuola con maggiore rigore e severità, sempre nel rispetto del principio di proporzionalità”. Il docente dunque è tenuto ad intervenire non solo in presenza di un’infrazione, ma anche di un “comportamento riprovevole”, quindi anche un’espressione o un gesto offensivo o provocatorio.

“La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze, delle competenze e della coscienza critica… I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica”.

La scuola deve essere accogliente, deve educare, deve dare la possibilità allo studente di riflettere sui propri comportamenti cercando di modificarli, deve interrogarsi sulle strategie da attuare per supportare l’alunno e responsabilizzarlo. E’ necessario adottare “la diligenza del buon padre di famiglia”, che non allontana i figli perché difficili da gestire…  Ogni sospensione è un fallimento della scuola.

Certamente bisogna dare dei segnali agli alunni colpevoli e ai compagni di classe e di istituto; ma invece di risolvere semplicisticamente con un allontanamento dalla comunità scolastica, perché non offrire la possibilità di convertire la sanzione in attività a favore della stessa comunità scolastica, o in altre attività con finalità sociali da svolgersi anche in orario extrascolastico?

 

Ad esempio riordinare la biblioteca o in generale gli archivi presenti nella scuola, predisporre materiali didattici per gli allievi diversamente abili, trascorrere del tempo con loro impegnati in attività adeguate, partecipare ad iniziative di solidarietà promosse dalla scuola, riordinare, risistemare, predisporre materiale per le attività didattiche, parascolastiche o di progetto, collaborare all’eliminazione di situazioni di degrado di locali o spazi scolastici, e ogni altra attività, manuale o intellettuale, educativa e vantaggiosa per la scuola, per la comunità scolastica o per la comunità in generale da individuare in base alla scuola, al territorio e all’offerta formativa dell’istituto. Come sempre, è necessario progettare per crescere.

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