NON PIU’ DOCENTE MA DIRETTORE…D’ORCHESTRA

di NUNZIA DE FALCO

 

Un’Italia che cambia, un mondo che si evolve, un volto del paese che vuole formare un giovane rampante che conosca le lingue straniere, l’informatica, il management, gli affari, il mercato del lavoro ecc. Oggi viviamo in un mondo dove il maestro e il libro non bastano più, l’insegnante non è più l’unico depositario del sapere, ma deve essere l’organizzatore e l’animatore dei saperi dei DIRETTORE ORCHESTRAsuoi alunni. Di qui la metafora del direttore d’orchestra che prende spunto dal libro dei Sette saperi necessari all’educazione del futuro di Morin che sottolinea «Questa nozione di direttore d’orchestra inverte il corso stesso delle lezioni. L’insegnante non distribuisce più come priorità il sapere agli allievi. Una volta fissato il tema di un compito o di un’interrogazione orale, sta all’allievo trarre da Internet, dai libri, dalle riviste e da tutti i documenti utili la materia del compito o dell’interrogazione e presentare il suo sapere all’insegnante. E quindi sta a quest’ultimo, vero direttore d’orchestra, correggere, commentare, apprezzare l’apporto dell’allievo, per arrivare, nel dialogo con i suoi allievi, a una vera sintesi riflessiva del tema trattato». Per orchestra, però, si intende anche tutto ciò che arriva dalle altre agenzie educative che non siano la scuola e che, inevitabilmente, “bombardano” l’alunno.

L’insegnante, molto spesso, si trova assolutamente impreparato di fronte ai cambiamenti continui della società, consapevole che, nel mondo d’oggi, deve soprattutto “insegnare a vivere” (Morin). Ben vengano, quindi, i corsi d’aggiornamento anche obbligatori, ben venga la formazione in servizio di cui  troviamo traccia, sia nel CCNL 2007 sia nel Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, D.Lgs. n.297 del 1994, ma soprattutto nel comma 124 art 1 della legge 107/2015. Un insegnante che si aggiorna, che vuole sapere, conoscere, approfondire, sarà la vittoria della formazione dei suoi alunni che usciranno dalla scuola con una mente convergente, con un apprendimento che per tutta la vita sarà determinante per lo sviluppo culturale e civile per ciascuno e per tutti, allora, sarà davvero un direttore d’orchestra che riesce a “dirigere” i suoi alunni equiparati a un insieme di suonatori di strumenti vari per raggrupparli in una sola melodia: il saper vivere nella società di oggi

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