MISSING. GLI ATA SCOMPARSI

 

di IDA LENZA

Con la nota 21353 del 3 agosto il Miur  ha confermato solo 5182 posti nell’organico di fatto per il personale ATA,  numero che, nelle intenzioni del Ministero, dovrebbe garantire un sereno e regolare avvio del nuovo anno scolastico  ma che appare drammaticamente inferiore alle reali esigenze delle scuole di ogni ordine e grado. Se facciamo il punto della situazione la legge 107  ha (deliberatamente?) dimenticato un contingente fondamentale per la ‘cosiddetta’ buona scuola,  e meglio ancora la circolare dell’agosto 2015, rifacendosi ai  commi 332 e 333 dell’art.1 della legge 23 dicembre 2014 n. 190 ha   precisato che il personale in questione non deve essere sostituito fino a 7 giorni , salvo diversa disposizione del Dirigente che si assume in toto la responsabilità con ponderata motivazione… E se da un lato assistiamo al rinvio della completa digitalizzazione della PA, è bello che avviato il processo del PNSD , con coinvolgimento attivo del DSGA e SCOMPARSIdel personale amministrativo in corsi di formazione che , si auspica, non si traducano in una fiera del già detto e del già sentito con buona pace di formatori e formandi.  E’ già da tempo evidente a tutti che l’imperatore è (ahimè!) nudo e che i tanti proclami di modernizzazione del sistema nascondono una precisa volontà di generare caos nello stesso . E’ quello a cui abbiamo assistito quest’anno: un caso tra tutti ,il continuo via libera e fermo-stop al Piano Triennale della Trasparenza! Se , da una parte,  la tanto acclamata e sicuramente giusta digitalizzazione della PA induce  anche a paventare la progressiva riduzione di posti di lavoro tra gli amministrativi con sempre più evidente decentralizzazione delle segreterie in cluster che gestiranno ampi ambiti, dall’altra, la stessa dematerializzazione implica una sempre maggiore specializzazione degli operatori che si trovano in maniera schizofrenica a gestire aggiornamenti di sistemi ad horas per ottemperare agli adempimenti di legge. All’inferno degli amministrativi, il cui lavoro generalmente non viene pienamente apprezzato dall’utenza in genere, docenti compresi, si aggiunge l’inferno dei collaboratori scolastici, il cui numero si è andato progressivamente ridotto nel tempo, dimenticando che oltre ai loro compiti precipui svolgono una  non meno importante funzione educativa. A meno che il sistema in questione non  miri a dematerializzare anche loro, sostituendoli con  una sorta di Grande Fratello di orwelliana memoria,  in nome del contenimento della spesa pubblica .

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