METTIAMO LE TELECAMERE A SCUOLA?

di MARIELLA GERARDI

 

 Le recenti vicende di scuole nelle quali le maestre vengono immortalate in video compromettenti dove picchiano i bambini hanno fatto sorgere una serie di interrogativi nell’opinione pubblica che portano a riflettere. In pochi giorni sono nate petizioni e manifestazioni di disgusto nei confronti della classe docente. Il video che circola in rete girato dalle telecamere nascoste di un asilo nido di Pisa non lascia nulla all’immaginazione, ma, alla notizia della presenza di una petizione dei genitori che chiede l’installazione delle telecamere permanenti nelle scuole, i docenti sono insorti.

Effettivamente qui si pone un problema di fiducia. Una fiducia che sicuramente gli ultimi eventi scalfiscono sempre più. Come riconquistare questa fiducia? Indubbiamente non piazzando teTELECAMERElecamere ovunque e mettendole a disposizione dei genitori. Si andrebbero a ledere i principali diritti dei lavoratori e la privacy dei bambini. E allora…“in medio stat virtus” diceva Orazio e forse proprio in questo caso la sua massima potrebbe essere presa alla lettera. Così come le telecamere che hanno incastrato la maestra scorretta sono state utilizzate solamente sotto ordinanza della magistratura, allo stesso modo il legislatore potrebbe decidere l’installazione di telecamere che conservino immagini da consultare solo ed esclusivamente in caso di gravi accuse. Sarebbe come avere una “scatola nera” che viene aperta solo se un magistrato lo ritenga opportuno ed in casi particolari. Se, però, da un lato fa notizia la tragedia di Pisa, dall’altro non fanno notizia gli innumerevoli casi in cui l’insegnante viene scagionato da certe accuse. E forse proprio in questi casi la presenza di telecamere potrebbe consentire di fornire prove a sua discolpa.

Nel maggio 2015, ad esempio, a Treviso un gruppo di genitori aggredì una maestra per presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini. La maestra venne scagionata, ma il fango gettato su di lei rimase. Mai come in quel caso sarebbe stato interessante poter consultare le telecamere per dare prova effettiva della sua correttezza professionale. Con o senza telecamere, resta il fatto che l’insegnante è un professionista che ricopre un ruolo delicato, importante e al tempo stesso complesso. Si tende purtroppo a generalizzare, considerando tutti gli insegnanti una massa di fannulloni, di incompetenti ed esauriti. Sembra si faccia a gara per aggiungere fango su una figura già a lungo criticata per “i tre mesi di vacanza”, uno “stipendio comodo”, un “lavoro facile e poco impegnativo”. Tanti, troppi genitori che magari hanno avuto problemi con gli insegnanti dei propri figli, tendono poi a fare di tutta l’erba un fascio e a riempire di critiche una categoria intera. Sì, è vero, di insegnanti che sbagliano e che hanno sbagliato ce ne sono, ma c’è il forte rischio di generalizzare e rovinare una professione che merita rispetto. Perché di insegnanti validi, preparati e innamorati del proprio lavoro ce ne sono…e tanti.

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