LINEE GUIDA ANTICORRUZIONE. DI CHE SI TRATTA?

di GIOVANNA SALITO

 Approvate il 13 aprile da parte dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) le linee guida per l’applicazione alle istituzioni scolastiche, della legge 190/12 e del Decreto legislativo 22/13 sull’anticorruzione.

Le linee guida, frutto di un tavolo tecnico fra ANAC e MIUR, tengono conto delle caratteristiche organizzative e dimensionali del settore dell’istruzione scolastica e delle singole istituzioni, della specificità e peculiarità delle funzioni, nonché della disciplina di settore che caratterizza queste amministrazioni.

L’intervento regolatorio è stato calibrato anche considerando l’entrata in vigore della “Buona Scuola”, rispetto all’impatto sull’intero sistema scolastico già in fase di adeguamento alla suddetta normativa.

Le Linee guida prevedono che il Piano Triennale Prevenzione Corruzione (PTPC) deve essere elaborato a livello regionale da parte del Responsabile per la prevenzione della corruzione individuato nel Dirigente dell’ufficio scolastico regionale e dai referenti, dirigenti di ambito territoriale.

Il Dirigente scolastico è invece Responsabile della trasparenza a livello di istituzione scolastica e predispone il Programma triennale per la trasparenza(PTTI), una volta sentito il Consiglio di Istituto.

anti corruzioneCosa dovrà contenere il PTTI? Tutte le misure organizzative per la riduzione dei rischi corruttivi definiti dal Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC)  predisposto, sempre entro il 31 maggio 2016, dal Direttore Generale Regionale.

Con questo documento l’Autorità fornisce indicazioni in merito all’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza.

In particolare viene affrontato il tema dell’individuazione delle figure a cui affidare gli incarichi di Responsabile della prevenzione della corruzione e di Responsabile della trasparenza.

Ma vediamo ora quali sono i processi a maggior rischio corruttivo:

  • il reclutamento del personale (scorrimento graduatorie, incarichi di collaborazione…)con comportamenti atti a favorire il posizionamento nelle graduatorie interne di particolari docenti o personale ATA di ruolo attraverso l’attribuzione illegittima di punteggi;
  • l’adozione dei libri di testo e scelta dei materiali didattici con scelte mirate a favorire case editrici o particolari autori in cambio di utilità;
  • il processo di valutazione degli studenti con irregolarità nella valutazione dell’apprendimento e del comportamento degli alunni finalizzata ad avvantaggiare o a penalizzare particolari studenti in cambio di utilità o irregolarità finalizzate a ottenere la promozione di particolari studenti non meritevoli in cambio di vantaggi personali.

Entro il 31 maggio 2016 i Dirigenti scolastici, dovranno adottare il Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità (PTTI) da aggiornare entro il 31 gennaio 2018 e poi annualmente.

L’attività di vigilanza dell’ANAC, anche al fine dell’esercizio dei poteri sanzionatori, invece, verrà avviata dal 1 settembre 2016.

Infine le scuole, se non l’hanno già fatto, dovranno istituire sulla homepage del proprio sito web, la sezione “Amministrazione Trasparente” in cui pubblicare tutti i documenti relativi.

Si dà corso così ad un ulteriore adempimento che aggrava le già pesanti condizioni degli uffici e aumenta il carico di lavoro dei Dirigenti scolastici, nominati ora dall’ANAC anche responsabili della trasparenza. Non sarebbe preferibile in questo momento, a questo piano di controlli burocratici e di misure preventive, un dispiego di risorse a sostegno dell’Istituzione Scuola, affichè possa svolgere al meglio le sue funzioni, quelle più consone  data la  sua natura formale e materiale, così come recita la nostra Costituzione?

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