LE AMATE STANZE. DA KYOTO ALL’EUROPA

di ENZO SALERNO

le amate. Viaggio nelle case d’autore, Roma, Aracne Editrice, 2015.

Un viaggio immaginario in alcune delle più celebri case della letteratura, partendo dal Piemonte – e lungo la penisola a Firenze, a Roma e più giù in Campania – e fuori dall’Italia in Germania, in Francia fino in Danimarca. Un viaggio immaginario e pretestuoso – l’occasione è data all’autrice Carla Forno dalla ricostruzione, in forma di racconto, degli incontri con Tomomi, giovane studentessa di Kyoto venuta in Italia per approfondire i suoi studi su Vittorio Alfieri – scandito dalle tappe che tracciano il percorso seguito nei diciannove capitoli che compongono Le amate stanze.
Non è affatto casuale che la narrazione di questo viaggio ‘letterario’ abbia inizio e fine proprio nel Piemonte alfieriano: Carla Forno è una delle maggiori studiose italiane del poeta nato da “nobili, agiati ed onesti parenti” nella città di Asti, oltre ad essere dal 1986 direttore del Centro Nazionale di Studi Alfieriani.
“Le amate stanze”, spiega Forno nell’introduzione al suo imponente lavoro – più di settecento pagine ed in aggiunta una puntuale ed aggiornata bibliografia e l’utilissimo indice dei nomi per potersi ‘orientare’ nei rimandi e nelle numerose citazioni – “sono pertanto quelle varcate durante i colloqui immaginari che si snodano nel libro: luoghi di spazio e di tempo; rappresentazioni di infanzia e vecchiaia, di vita e di morte; testimoni di solitudine o mondanità. Interni da contrapporre a esterni di città o campagna. Interni protettivi, nei quali difendersi dalla Storia, o affollati di incubi e ossessioni. Di volta in volta, la casa si identifica con la biblioteca, il salotto, il giardino, il teatro, la tomba. Con il raccoglimento della scrittura o con il rito della civil conversazione; luogo privato, votato all’intimità, o meta sfuggente dell’inesausta ricerca di sé da parte di autori diversi”.
Un interlocutore immaginario, dunque, per seguire principalmente le tracce e i luoghi dell’anima del ‘viaggiatore’ Vittorio Alfieri, ma non solo: frequenti sono infatti le visite in altre celebri dimore della letteratura se si pensa al “nodo indissolubile di affetti” rappresentato dalle residenze di Giovanni Pascoli a San Mauro di Romagna e a Castelvecchio; oppure le ‘stanze’ di casa Manzoni, fra via Morone e Brusuglio. Case della letteratura, studi, biblioteche, e giardini, così come pure case della musica e della pittura, “per dipingere e comporre”: si ricordino, almeno, gli spazi suggestivamente – e fedelmente – ricreati per ospitare Richard Wagner e Franz Liszt; Vincent Van Gogh, Giacomo Puccini e la dimora “lontano dai clamori” e vicina alle acque dell’Ongina di Giuseppe Verdi. Si aggiunga, infine, come ulteriore valore di questo lungo viaggio, il corredo iconografico di immagini – poste in apertura di ciascun capitolo o ad integrazione del testo – fatto di disegni, riproduzioni di quadri, fotografie di ‘interni’ d’epoca.
“Credo di poter seguire dei percorsi… ‘trasversali”, dice la giovane Tomomo alla sua ‘guida’ Forno, prima di congedarsi nelle pagine conclusive del libro-viaggio, “ho appunti da riordinare, idee da organizzare. Abbiamo attraversato luoghi concreti, luoghi della memoria, luoghi interiori. Abbiamo attraversato tante…vite”.

Enzo Salerno

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