L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA RIMANDATA. PER POCA …CHIAREZZA

di EMILIANA SENATORE

Erano maturi i tempi per una maggiore uniformità nell’attuazione della legislazione e della normativa vigente in materia di trasparenza ed eccoci in questo scorcio di fine d’anno una ulteriore polemica che riguarda  l’adozione del trasparenzaP.T.T.I. (Programma triennale per la trasparenza ed integrità). Le scuole hanno appreso di questo nuovo decreto, approvato il 17 maggio scorso,  che modifica il D.Lgs 33/2013  e  il MIUR, ponendo un apposito quesito all’ANAC, al fine di coordinare i P.T.T.I. con gli emanandi “Piani triennali di prevenzione nelle istituzioni scolastiche” ed armonizzarli con le nuove disposizioni (che parlano di revisione  e semplificazione delle disposizioni in  materia dei corruzione, pubblicità e trasparenza  in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), ha risolto il mistero. Infatti, in attesa di riscontri da parte dell’ANAC, gli USR  hanno inviato una nota  con cui chiariscono che il termine per l’adozione dei P.T.T.I. è da ritenersi sospeso. Ricordiamo che il decreto, che introduce il meccanismo all’accesso civico sullo stampo del Fredoom of Information Act, modifica di fatto l’articolo 10 che verrà rubricato in Coordinamento con il piano triennale per la prevenzione della corruzione e abolisce o modifica alcuni commi; si elimina l’obbligo di adottare il P.T.T.I.  e le scuole, fino a qualche giorno fa ancora sospese fra l’adottare o meno i P.T.T.I.  nei modi previsti dalla delibera ANAC del 13 aprile scorso, hanno finalmente compreso di dover soprassedere. In queste ore il MIUR con una nota di chiarimento ha esplicitato che pur permanendo gli obblighi di trasparenza, di fatto il P.T.T.I.  viene eliminato. Dalla nota si evince anche che il dirigente scolastico rimane comunque il “responsabile della prevenzione e della corruzione e della trasparenza” assicurando lo svolgimento dell’incarico. Ma questa cosa non sarà più possibile come chiaramente espresso dall’ANAC e la pubblicazione della nota degli USR  ha finalmente  chiarito il dubbio amletico del “si fa o non si fa”.

 

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