LA REPUBBLICA DELLE BANANE (1). I DOCENTI PRECARI POTRANNO FARE I DIRIGENTI?

di RICCARDO FERRARO

Professori, professoresse, ci siamo quasi. Il bando di concorso per reclutare i nuovi dirigenti scolastici è quasi pronto, pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha finalmente emanato il proprio parere, chiedendo al Ministero di modificare poche cose, tra cui la tabella di valutazione
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dei titoli, rispetto alle conoscenze informatiche, cui si dovrà dare maggiore peso. Un altro aspetto che il Ministero dovrà modificare attiene ai requisiti dei componenti delle commissioni del concorso e alle situazioni di incompatibilità. Di fatto si parte e le modifiche richieste porteranno via poco tempo ai tecnici del Ministero. Un concorso tanto atteso nella maggior parte delle regioni  finalmente può accendere i motori, anche se, come purtroppo sta diventando prassi,  pende la spada di Damocle del solito ricorso sul concorso, come su tutti quelli che hanno a che fare con la scuola. Le solite sigle sono pronte a dare battaglia a suon di carte bollate e di sospensive, rispetto alla possibilità di non considerare valide le supplenze per poter arrivare ai cinque anni di servizio, requisito minimo per accedere alle prove. Insomma, abbiamo capito bene, anche i docenti precari potrebbero diventare dirigenti scolastici. In Italia, è vero,  siamo abituati a tutto e, soprattutto, sappiamo che la professione del dirigente scolastico è tenuta in bassissima considerazione dai vertici (gli stipendi parlano da soli…) per cui non ci meravigliamo più di niente. Aspettiamo, a questo punto, anche un ricorso per dare la possibilità ai collaboratori scolastici o agli assistenti tecnici di diventare docenti universitari. Del resto i giudici ci hanno abituato a tutto, in questi anni, e non sarebbe la prima volta che, grazie a sospensive e aggiunte di commi su leggi che parlavano di altro, ci ritroviamo dirigenti scolastici senza requisiti al vertice delle nostre scuole.

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