IL DOCUMENTO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI ITALIANI

SE LA DIGNITA’ NON E’ UN OPTIONAL

APPELLO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI UNITI D’ITALIA

In Italia esistono dei lavoratori che da anni, con calma e serenità, accettano ogni riforma e controriforma della scuola, ammortizzando il peso e le conseguenze delle varie modifiche che di volta in volta hanno contrassegnato le stagioni “politiche” della nostra istruzione pubblica. Ci sono Dirigenti dello Stato che sono, nei fatti, considerati di serie B rispetto agli altri Dirigenti della Pubblica Amministrazione, con stipendi ridotti, nonostante carichi di lavoro spesso più elevati e una serie di responsabilità che li rendono unici. Ci sono Dirigenti alle prese con uffici ministeriali che continuano ad inventarsi procedure, monitoraggi, adempimenti continui e inusitati, pur se consapevoli che le scuole hanno organici sottodimensionati, personale amministrativo e strumenti informatici non adeguati. Dirigenti dello Stato che in questi anni hanno dovuto sobbarcarsi compiti e responsabilità che non dovevano appartenere loro, da quello del RUP nell’affidamento di appalti e concessioni di lavori nell’ambito di modifiche per milioni di euro agli edifici scolastici, a quello di datore di lavoro per la sicurezza di migliaia di persone, a fronte di edifici spesso carenti e con enti locali assenti e impossibilitati a svolgere anche la minima manutenzione. Ci sono Dirigenti dello Stato che non sono riconosciuti come tali, nonostante dal loro operato dipendano scuole con oltre duecento dipendenti, 1500 alunni, edifici, strutture e gestione di bilanci, nell’epoca dell’autonomia, di centinaia di migliaia di euro. Ci sono lavoratori, Dirigenti, che continuano a provare ad intercettare fondi regionali, nazionali ed europei, privati e pubblici, con una costante opera di progettazione e gestione, per offrire la possibilità, agli studenti, di aumentare il bagaglio delle loro competenze. Parliamo dei Dirigenti scolastici, oramai indignati per il trattamento che da anni viene loro riservato. Stipendi bassi e assolutamente inadeguati, la sensazione di lavorare in continua emergenza, in uno stato di costante ansia, con rischi immensi, trascurando, a volte, quello che dovrebbe essere il “core business” delle loro scuole, la formazione di milioni di giovani. Per occuparsi, invece, di una burocrazia esasperante, con richieste di documentazioni spesso superflue e con orari impossibili, viste le carenze di personale. Lo Stato ha dimenticato queste figure essenziali del nostro sistema di istruzione pubblica, nonostante che da loro dipendano migliaia di autonomie scolastiche e, in definitiva,’ il futuro dei figli di questa Nazione. Parliamo di un ruolo strategico primario, parliamo infatti di istruzione e formazione, di chi valuta, propone, gestisce il futuro di milioni di giovani, nell’unica amministrazione pubblica che si occupa, in un colpo solo, di sicurezza, formazione, pensioni, retribuzioni, procedure amministrative complesse, assunzioni e organizzazione del personale. Se la scuola è il luogo costituzionalmente riconosciuto e deputato all’istruzione e alla formazione, è anche giusto che noi Dirigenti scolastici non accettiamo più di essere considerati figli di un dio minore e di essere retribuiti così poco, anche la metà di quanto guadagnano i Dirigenti di altri comparti della Pubblica amministrazione. Noi sottoscrittori di questo appello pubblico, punti di riferimento di studenti, famiglie e stakeholders, vogliamo far conoscere alla pubblica opinione la situazione di grave disagio che stiamo vivendo da anni, lo stato di frustrazione per la difficoltà a far fronte ad una normativa in continuo divenire, nella consapevolezza che la scuola è una organizzazione a legami deboli che richiede grandi capacità di mediazione ed equilibrio. Noi fino ad oggi questo equilibrio lo abbiamo ostentato. Adesso è arrivato il momento di mettere in campo ogni azione che possa far conoscere a tutti lo stato di disagio per un lavoro complesso, delicato e non retribuito dignitosamente. Vogliamo essere presi in considerazione, vogliamo essere retribuiti come gli altri dirigenti dello Stato, vogliamo che tutte le forze politiche e sindacali di questo Paese si rendano conto, senza se e senza ma,  della necessità di tutelare e valorizzare la nostra figura, che è l’anello di congiunzione fra gli intenti riformatori della scuola pubblica e la loro concretizzazione.

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UNA VOLTA AVUTE MIGLIAIA DI MAIL LE PORTEREMO PERSONALMENTE A ROMA IN UNA CERIMONIA CHE CI VEDRA’ TUTTI COINVOLTI.