IL BONUS. ANTICAMERA DI NUOVE GUERRIGLIE NELLA  SCUOLA

di RICCARDO FERRARO

La buona scuola, la scuola azienda, la scuola dei giorni nostri, la scuola di Renzi, della Moratti, della Gelmini, la scuola di tutti e di nessuno. La scuola che non è più l’unica agenzia educativa, la scuola in cui si acquisiscono le competenze in un mondo in cui si apprende tutta la vita e in cui si deve imparare ad imparare, per sempre. La cosa “bella” di questa scuola è che tutti ne sanno parlare, un po’ come capita per la nazionale di calcio:  dato che uno, nella guerrigliapropria vita, almeno un calcio per sbaglio ad un pallone lo ha dato, ecco che allora tutti sentono di poter suggerire al selezionatore come impostare la rappresentativa nazionale. Così avviene per la scuola… dato che tutti, bene o male, hanno messo il piede in un’aula scolastica, si sentono in dovere di dire cose, sui docenti fannulloni, sui bidelli che non lavorano, sui dirigenti che non dirigono. La scuola, forse anche per questo, sta attraversando un periodo burrascoso, per il fatto che in pochi, veramente, sanno di cosa si parla. Alle superiori mega istituti di 1500 alunni con pochi impiegati a gestire situazioni complesse e articolate, a provvedere ad incombenze che una volta erano appannaggio dei provveditorati. Istituti in cui sono aggregati assieme indirizzi completamente diversi, musicisti con ragionieri, geometri con agricoltori, studenti del classico con futuri chef dell’alberghiero. Mostri di scuole, in nome del dimensionamento, in cui i collegi dei docenti parlano lingue diverse ed in cui gli insegnanti, spesso, non si conoscono neanche fra loro. L’autonomia, per queste scuole, spesso si traduce in un semplice “arrangiatevi”, con edifici scolastici che non hanno più alcun tipo di manutenzione, visto che le amministrazioni provinciali oramai sono in disarmo…  Nella scuola di base orari sempre più ridotti, per via dei tanti tagli effettuati in questi anni. In questo bailamme piombano ogni tanto normative stringenti, incombenze burocratiche, novità, legate magari alla legge 107, la madre di tutte le leggi di questi ultimi anni. Il bonus ed il rinnovato Comitato di Valutazione sono un tipico esempio. Fatto salvo il principio sacrosanto della meritocrazia, anche il discorso del bonus è finito nelle mani, a volte esperte, a volte titubanti, a volte competenti, a volte interessate, di tanti dirigenti scolastici, su cui si abbatte, giorno dopo giorno, la trasformazione globale della scuola italiana. Dirigenti che, diciamola tutta, guadagnano molto meno dei loro omologhi di altre amministrazioni dello Stato e che, coerentemente con tutto il pubblico impiego, hanno anch’essi lo stipendio bloccato da anni. Nonostante gestiscano gare di appalto di centinaia di migliaia di euro, graduatorie, pensionamenti, sicurezza, meritocrazia, programmazioni, rapporti con migliaia di genitori, ricorsi, organici, potenziamenti, neo immessi, provvedimenti disciplinari, piani di miglioramento, PTOF, RAV, P.T.T.I. e quante sigle vogliate, si ritrovano poi a guadagnare quanto un funzionario di una ASL  o quanto un buon impiegato di banca. Del resto questo è coerente con una pubblica opinione  spesso convinta che la scuola sia un inutile orpello e che preferisce magari farsi spiegare il mondo da uno statista come Corona o da un fine dicitore come  Sgarbi, piuttosto che tentare di comprenderlo attraverso la cultura ed il miglioramento delle proprie competenze. Adesso, mentre una parte dei docenti sarà impegnata nelle commissioni di esame, retribuita con 2 euro all’ora, tutti gli altri si scanneranno, docenti con docenti, docenti con dirigenti, ATA con docenti, in una assurda guerra civile interna nel nome dei criteri per il bonus del comitato di valutazione. Un’altra “bella esperienza” che andrà ad accrescere il senso di frustrazione dei tanti che non riescono a capire come mai la scuola pubblica non debba essere considerata un valore aggiunto di una nazione che vuole tentare di risollevarsi.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *