I SUPPLENTI SONO SCOMPARSI, O FORSE NO

supplenze senza fine

E’ notizia di questi giorni, in alcune città, soprattutto al nord  e nella scuola primaria, le graduatorie d’istituto sono esaurite, costringendo molte segreterie ad autentici tour de force per “agguantare” qualcuno a coprire le classi vacanti. Eppure sembrava che, con l’immissione in ruolo di migliaia di nuovi docenti, con l’organico di potenziamento e con la fase C, il problema supplenze fosse “debellato”: niente di tutto questo e siamo punto e accapo, anche a causa del cosiddetto “differimento”, una operazione con cui in molti docenti, in particolare quelli che dal meridione avrebbero dovuto traslocare nel nord Italia, hanno potuto optare per la supplenza lunga già ottenuta nel loro territorio di provenienza.

E allora siamo alle solite. Le supplenze nella scuola italiana, sono state, sono e saranno, sempre, una patologia del nostro sistema formativo. Perché riprendono a creare precariato e perché il sistema, ancora farraginoso, continua ad essere incompatibile con sostituzioni che dovrebbero essere istantanee (parliamo di bambini che altrimenti non sono neanche sorvegliati) e che invece divengono lunghissime, magari in attesa di un docente che, dalla Sicilia o dalla Puglia, voglia andare in Friuli Venezia Giulia.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *