I NUOVI SPAZI DELLA SCUOLA DI DOMANI

di IDA LENZA

E’  la proposta che  il gruppo di ricerca sulle architetture scolastiche dell’Indire ha presentato al convegno internazionale “Ambienti per la formazione. Formazione per gli ambienti“, organizzato dall’Università di Kassel, in Germania.   Il lavoro  è il risultato dell’analisi comparata delle migliori esperienze nel settore a livello europeo, non disgiunta dalla riflessione pedagogica sull’importanza  di stabilire una forte interrelazione tra lo spazio e la didattica , SPAZIquale condicio sine qua non per la realizzazione di un significativo ambiente di apprendimento. Se guardiamo con attenzione lo schema proposto, potremmo vedere che lo Spazio 1 si configura come il luogo dell’incontro e del riposo, un luogo dove grazie anche agli arredi confortevoli  la comunità scolastica può rilassarsi, confrontarsi liberamente ed arricchirsi in uno scambio informale di situazioni ed esperienze. Allo Spazio 1 si connettono in maniera modulare gli altri tre: l’Agorà, il luogo della socializzazione, il social space aperto anche al territorio, la piazza non più virtuale ma reale che , nello spirito dell’antica Atene, diviene fulcro della vita democratica della comunità tutta.; lo Spazio individuale,  con postazioni  riparate per la lettura e la scrittura individuale; lo Spazio esplorazione,  la nuova dimensione del laboratorio, declinato nelle tre fasi dell’osservazione, sperimentazione e manipolazione; infine, lo Spazio di gruppo,  il set reale che consente attraverso la collaborazione, la discussione critica, la progettazione, di costruire l’identità del cittadino del nuovo millennio.  Entusiasmante il lavoro del gruppo di ricerca dell’Indire, motivante per quanti sono profondamente convinti  che l’ utilizzo di  spazi accoglienti e fruibili , modulari ed interattivi faciliti l’apprendimento e la comprensione della nostra realtà  profondamente dinamica. Tuttavia, un’amara riflessione è d’obbligo . Quanti edifici scolastici italiani sono al momento anni luce lontane da quest’idea di scuola: mi riferisco ad strutture , costruite ai primordi del secolo scorso, in cui i parametri essenziali della sicurezza continuano ad essere disattesi da Enti Locali, sordi a qualsiasi istanza; dove si rimpiangono , talora, le aule del tempo che fu, perché costretti a vivere il tempo scuola in strutture di ripiego; dove le palestre poco dopo essere costruite, cominciano a presentare segni di cedimento strutturale,  per non parlare di tanti progetti finanziati dall’Unione Europea , frutto di un grande dispendio di denaro e di energie, che , a distanza di anni, restano ben incellofanati , ormai persi in un oblio senza nome.  La legge 107 ha autorizzato una spesa di 40 milioni di euro in favore degli Enti Locali  per indagini diagnostiche onde prevenire crolli di solai e controsoffitti: un investimento importante che, speriamo, non si traduca, però, nel solito nulla o poco di fatto… Si combatte con la stabilità dei solai quando la dimensione architettonica ipotizzata dei ricercatori dell’Indire dovrebbe essere un diritto di tutti gli studenti e di tutti gli operatori della scuola moderna e non un privilegio di pochi.

 

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