GUARDA COME DONDOLO

di ROSSELLA DE LUCA

 

Bisogna tdondolo2rovare la chiave per comunicare con i giovani. Per anni ho avuto studenti che si dondolavano sulla sedia (ma anche studenti che mangiavano le unghie o che facevano schioccare le dita). Per anni ho cercato di spiegare loro che non si fa… non si fa per educazione, non si fa perché disturba la lezione, non si fa perché potrebbe avere conseguenze negative e per mille altri motivi. Due o forse tre volte sono stata ascoltata, molto probabilmente solo nelle mie ore di lezione. L’episodio avvenuto qualche giorno fa a Roccaraso mi ha improvvisamente e tragicamente portato indietro nel tempo e mi ha indotto a pensare: avevo ragione! Avevo ragione tutte le volte in cui, esasperata, dicevo: “Guarda che se cadi e batti la testa a te potrebbe succedere qualcosa di grave e io di sicuro passerei un guaio”. Ma avere ragione non serve a nulla… ed esprimo tutto il mio cordoglio alla famiglia del giovane Christian. E’ inutile dire, infatti, che mi dispiace moltissimo per questa giovane vita stroncata, però tante cose non tornano. In primo luogo mi pongo una serie di domande: ma è normale che un ragazzo “tranquillissimo” si dondoli sulla sedia mentre fa lezione? È normale che in una settimana cada due volte? È normale che solo lui abbia questa sedia di plastica non a norma? Di fronte alla morte di un giovane bisogna fare sempre un passo indietro, ma a scuola far rispettare le regole è molto difficile. Il problema è molto banale: non si rispettano le regole perché spesso non vengono imposte nemmeno a casa. I ragazzi sono abituati a fare tutto quello che vogliono ed essendo sempre giustificati sono deresponsabilizzati. Se smettono di fare qualcosa perché rimproverati, dopo non più di cinque minuti riprendono a fare quello che stavano facendo. Le famiglie delegano alla scuola anche il loro compito, per poi non sostenere l’istituzione e puntare il dito quando questa cerca di fissare delle regole e punire chi non le rispetta. I docenti, forse sbagliando, depongono le armi per non avere problemi. E’ un serpente che si morde la coda… Per il tragico fatto di Roccaraso sono indagati la dirigente scolastica, il docente di Alimentazione presente in aula e il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione: concorso in omicidio colposo. E’ un atto dovuto, certo… In un momento in cui si fa fatica ad individuare le grandi e vere responsabilità, nella crescente deresponsabilizzazione dei comportamenti individuali, la colpa è sempre degli altri e talvolta degli oggetti che si maneggiano. Bisogna che la scuola trovi la chiave per comunicare con i giovani.

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