GLI OPEN DAY. MA SONO VERAMENTE UTILI?

di IDA SCOGNAMIGLIO

open dayOgni anno, le scuole aprono le porte ai genitori che hanno prescelto determinate Istituzioni sia per consentire loro di verificare obiettivamente le condizioni ottimali innovatrici, sia per facilitare l’esercizio del diritto-dovere allo studio dei loro figli, secondo il bisogno, le capacità e le potenzialità di ciascuno, mediante l’integrazione operosa in un contesto culturale, laboratoriale, formativo, creativo e competitivo.

Le scuole in questo modo danno la possibilità di conoscere e giudicare gli ambienti scolastici che assicurano il benessere della permanenza a scuola dei discenti.

Il sistema di accoglienza, novità questa di recente istituzione, è da ritenersi attività imprescindibile per agevolare l’inclusione sociale attiva ed il protagonismo produttivo, secondo una prospettiva pluralistica che, oltre ad assicurare lo studio previsto dal progetto curricolare, consente a ciascun allievo di arricchire la conoscenza delle numerose attività che integrano e valorizzano il Piano dell’offerta formativa di ciascuna scuola.

L’apertura degli Istituti ai genitori e ai giovani permette loro di osservare, intervenire e interloquire su come le scuole aiutano a trasformare la cultura in strumento di azione per una costruttiva partecipazione alla vita sociale, come si cimentano nel diventare i cittadini del futuro, capaci di comprendere e risolvere i problemi della vita relazionale e produttiva per rispondere alle esigenze della società globalizzata.

La conoscenza dell’Istituzione scolastica prescelta è capace di aggregare selezionati contributi ed apporti concettuali ed effettuali, non solo quantitativi ma soprattutto qualitativi e critici.

L’invito ai genitori a mettere da parte ogni indifferenza per iniziare un rapporto d’impegno collaborativo e condiviso fatto di idee, proposte, pareri, punti di vista, suggerimenti di iniziative comuni consente di realizzare calibrate strategie progettuali d’intervento, intese a far superare più agevolmente ogni difficoltà e a scongiurare eventuali insuccessi.

La scuola e la famiglia disponibili a definire in perfetta sinergia forme di compartecipazione che si sostanziano anche nella segnalazione, da parte dei genitori, di dati e di informazioni e di ogni significativo elemento di conoscenze sociali e psico-affettive, legate alle singole specificità individuali, soprattutto se trattasi di alunni iscritti per la prima volta, favoriscono una coerente analisi dei bisogni da tener presenti nella stesura, nelle modifiche e nelle variazioni in itinere dei vari progetti curricolari che si svolgono mediante interventi individualizzati e personalizzati.

La condivisione di obiettivi scuola-famiglia permette di costruire insieme la strada dell’integrazione per un fine di comune interesse, evitando l’insuccesso scolastico e la conseguente dispersione, nonché di assicurare il benessere e la formazione educativa delle ragazze e dei ragazzi.

Attivare il senso di appartenenza al contesto scolastico, sia come luogo fisico, sia come luogo emotivo evita la distanza culturale fra le due agenzie educative scuola-famiglia.

La scuola, avendo intensificato il suo impegno non solo sul ruolo formativo dell’intelligenza e del carattere, ma soprattutto su quello di agenzia di socializzazione, deve puntare sullo sviluppo del senso di appartenenza degli allievi alla scuola ed alla vita che in essa si svolge, facendo appunto leva sulla progettazione partecipata per appropriarsi dei luoghi fisici ed emotivi, da strutturare partendo dalle esigenze di ciascuno.

Appare ovvio, nel contempo, che anche i docenti devono attivarsi per una sensibilizzazione del fenomeno dell’integrazione che guarda l’allievo come unità psicofisica da mettere in condizione di vivere la scuola come una situazione di benessere, modificando le proposte didattiche in interventi articolati, fondati anche sullo sviluppo della curiosità cognitiva e sulla partecipazione consapevole dei percorsi didattici.

In conclusione, una favorevole attività di accoglienza è determinante perché riserva uno spazio anche alla formazione dei genitori, molto spesso in difficoltà nella relazione con i figli e con l’Istituzione scolastica e, pertanto, la logica del lavoro sinergico permette una condivisione reale e responsabile delle scelte operate, che trovano il loro humus nella collaborazione tra soggetti diversi.

Invero, la possibilità di una comunicazione agile e funzionale tra scuola e famiglia ha l’intento di utilizzare in modo fattivo strategie che catturino il valore della multiformità di esperienze, culture e visioni di individui raccolti intorno ad un obiettivo comune: il senso delle scelte.

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1 Response

  1. Ivan De Giulio scrive:

    Ottima riflessione sul rapporto scuola-alunni-genitori, rapporto indispensabile per la costante crescita sociale e culturale della nostra società! Brava!

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