E MORIRONO TUTTI FELICI E CONTENTI

E morirono tutti felici e contenti. Fiabe non più fiabe, a cura di Massimo Avenali, Neoedizioni, 2016.

C’era una svolta. 18 favole con finale diverso, prefazione di Laura Pezzino, illustrazioni di Hikimi, Quelli del Sabato, 2017

di ENZO SALERNO

 

Per genere, favole e fiabe rappresentano in assoluto le forme narrative più riutilizzate ‒ o liberamente re-interpretate ‒ in letteratura. Dalla ‘matrice’ classica di Esopo e Fedro, passando per Perrault e i fratelli Grimm, fino ad arrivare alle favole a rovescio in versi di Gianni Rodari, senza dimenticare le storiche ‘riletture’ cinematografiche della Disney o i recenti serial televisivi che raccontano le vicende dei personaggi famosi di favole e fiabe magicamente catapultati in una misteriosa cittadina  degli Stati Uniti.

  A questa corposissima ‘bibliografia’ di titoli si aggiungono adesso due libri, una ristampa e una novità editoriale: l’antologia E morirono tutti felici e contenti. Fiabe non più fiabe, a cura di Massimo Avenali, pubblicato per la prima volta nel 2008 da Neoedizioni e riproposto alla fine dello scorso anno; e la raccolta C’era una svolta. 18 favole con finale diverso, con prefazione di Laura Pezzino e le illustrazioni di Hikimi, edito dal gruppo di volontariato “Quelli del Sabato”, 2017.

  Due volumi collettanei che, in maniera assolutamente originale, offrono nuove ‘versioni’ delle storie più conosciute. Nel caso di E morirono tutti felici e contenti ci troviamo di fronte a “fiabe capovolte”, riscritte dagli autori ‒ scrittori già noti esordienti, tra i quali ricordiamo almeno i nomi di Carla D’Alessio, Giovanni di Iacovo e Gianni Solla ‒ uno sguardo e una ‘memoria’ nuova. “Un immaginario collettivo che lentamente si sostituisce a ciò che fin qui ci ha cullati”, osserva massimo Avenali nella sua nota, “dove la Piccola fiammiferaia è una prostituta grassa e indifesa, dove Cenerentola è un’adolescente smarrita in una Milano assopita nel caldo estivo, dove Aldino diventa il genio dei disperati, dove Pollicino è vittima di un sistema che vorrebbe dimenticarlo”.

 C’era una svolta nasce invece da un progetto del gruppo di volontariato novarese “Quelli del Sabato”, l’associazione che da decenni si occupa della realizzazione di momenti ludico-creativi, di promozione del diritto al lavoro, di diffusione di una cultura di parità e soprattutto di iniziative1-E-morirono-tutti-felici-e-contenti-283x290 per per persone con “abilità speciali”: “Il titolo prende spunto dall’inizio classico delle fiabe moderne e solo una lettera, la S, si appiccica a quell’inizio, facendo presagire tutta un’altra storia”. Nascono così 18 nuove fiabe, una per ciascun ragazzo ‘speciale’ di questa associazione che ‒ grazie all’aiuto di “penne professioniste” della letteratura italiana, del calibro di Lella Costa, Luigi Romolo Carrino e Fulvio Ervas, e alle coloratissime illustrazioni di Hikimi ‒  hanno saputo riscrivere con ironia, con nostalgia, con timidezza e con romanticismo i testi originali. “Nello spazio dell’invenzione, ogni soluzione ha legittimità, ogni assurdità può avere un senso, e sparisce definitivamente quel confine logico che ci fa chiedere ‘va bene se dico questo?’, ‘è giusto?’, ‘è sbagliato?’. Nella stanza col divano verde, le sedie in circolo, la poltrona del cane e la stufa a legna, tutto va bene, ogni parola è giusta e insieme sbagliata e comunque accolta, i margini del plausibile si allargano e incontrano i territori del magico, dell’impossibile, del ‘facciamo che invece’”.  

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *