MA SERVONO A QUALCOSA I DIRIGENTI SCOLASTICI?

 di ALESSANDRO TURCHI

Parliamo dei dirigenti scolastici, sempre più nell’occhio del ciclone per le proteste (sommesse a dire la verità) di questi giorni. Dirigenti sulla carta, ma non certo per i privilegi o per gli stipendi, veramente bassi e poco rispondenti ai compiti, alle responsabilità, agli impegni, quantitativi e qualitativi. Vogliamo ricordarlo che chi svolge questa professione spesso, con le scuole di oggi, ha a che fare con migliaia di studenti, centinaia di docenti e personale ATA, associazioni, enti, istituzioni, sindacati e avvocati. Fare il dirigente di una scuola italiana vuol dire sempre più spesso essere oberati di compiti e responsabilità fino all’inverosimile, avere giornate di trenta ore, leggere centinaia di pagine di circolari, mail, messaggi, comunicati, interfacciarsi con decine di persone al giorno, prendere decisioni strategiche e monitorare continuamente il lavoro di docenti e personale. Tutto questo, accompagnato dal clamore della riforma della Legge 107/2015 sulla Buona scuola (i presidi sceriffi) e dalle mille sigle che sadicamente contraddistinguono il nostro sistema formativo (RAV, PdM, etc)  ha fatto sì che la figura del dirigente da una parte sia stata malvista da molti docenti, spesso incapaci di valutarne la reale complessità, dall’altra sia stata sottovalutata dagli stessi governi che si sono succeduti, che hanno mantenuto miseri stipendi e nessun particolare “benefit”, che sarebbe decisivo per una figura veramente centrale delle nostre scuole.

Lo scarso…entusiasmo che contraddistingue a livello governativo la visione del dirigente scolastico, lo si può ravvisare anche nella gestione del concorso per coprire i circa duemila posti vacanti nel prossimo anno scolastico. Ennesimo rinvio, forse se ne parla questa estate, forse. Questa volta il rinvio del concorso è dovuto a modifiche non sostanziali del regolamento volute dalla Funzione Pubblica e dal MEF, con il testo che sarà inviato nuovamente al CSPI per il parere di rito. Insomma, se ne riparlerà… le scuole possono aspettare. Tanto a che serve un dirigente scolastico?

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