DOCENTI SEMPRE PIU’ ANZIANI A SCUOLA. FINCHE’ MORTE NON CI SEPARI…

di FLORIANA FILIPPONE

 

Mentre infervorano le polemiche per il prossimo “concorsone scuola”, intanto che si sommano i ricorsi, contro-ricorsi, aspettative e delusioni, riserve ed interpretazioni di legge pur di concorrere per una cattedra, tra tanti che del mondo della scuola vogliono a tutti i costi entrare a far parte c’è chi, invece, dopo anni di onorata carriera vorrebbe scappare ma non può. Da alcuni anni infatti la legge Fornero ha serrato i limiti per cui il calcolo del periodo di servizio può essere conteggiato solo “a partire” dai 62 anni d’età, pena la riduzione dell’assegno pensionistico dell’1% per ogni anno antecedente.

anzianiAi problemi relativi all’ingessamento della  possibilità di congedarsi dal lavoro di insegnante si aggiunge, però, il fatto che il turn over  di pensioni ed immissioni in ruolo del comparto scuola non è a somma zero, almeno per gli istituti secondari che devono fare i conti con classi di concorso e personale abilitato non in maniera ponderale rispetto ai posti disponibili per materia.

L’imminente  selezione di nuovi docenti, inoltre, così come avvenuto per le immissioni in ruolo dell’ a.s. 2015/2016, porterà di certo nuova linfa nel mondo scuola, ma arruolerà al contempo persone che sono ben oltre la metà del “cammin di nostra vita”. Le statistiche ci dicono, infatti, che l’età media dei candidati per il concorso 2016  è di  38,6 anni (39 per primaria e infanzia, 38,8 secondaria di I e II grado, 34 per il sostegno). Nel 2049  i neo arruolati di oggi avranno maturato “solo” 33 anni di servizio a ben 71 anni di età,  ma intanto il conteggio degli anni per l’età pensionabile e quelli lavorativi si saranno rincorsi, ragion per cui  pur  avendo superato il limite del primo (69 anni) saranno a quel punto necessari 46 anni di servizio per gli uomini e 45 per le donne per andare in quiescenza. Insomma a conti fatti professori e professoresse di domani dovrebbero andare in pensione intorno agli 84 anni d’età. Evidentemente l’INPS spera in un congedo dalla vita anticipato rispetto a quello dal lavoro.

Appare evidente che la professione più gettonata per i prossimi decenni sarà con ogni probabilità  quella del consulente di pensioni integrative in favore di consunti lavoratori del pubblico impiego.

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