DOCENTI CONTRO, CHI VINCERA’? E’ POSSIBILE INSEGNARE SENZA FAR ADDORMENTARE GLI ALUNNI?

ANTONELLA VITTOZZI

Grandi conflitti in ambito scolastico tra i sostenitori del digitale e i suoi detrattori. Lo sviluppo della tecnologia e i piani nazionali hanno permesso di portare le TIC all’interno della classe. Modificare l’ambiente d’apprendimento comporta un ripensamento della lezione e il docente deve modificare la sua metodologia. Il Piano Nazionale Scuola Digitale, la nuova figura dell’animatore digitale, insieme al suo team, avrebbero dovuto svecchiare le metodologie, portare all’innovazione nella didattica, motivare i docenti convogliandoli verso una scuola più al passo con i tempi. Nulla di fatto! E’ difficile smuovere docenti arroccati sulle loro posizioni abitudinarie che non si rendono conto che Internet ha cambiato in modo radicale, irreversibile e velocissimo la nostra vita. I nativi digitali, i giovani nati nel nuovo millennio utilizzano quotidianamente le tecnologie, seppure non sempre in modo consapevole ed efficace, e non riescono a mantenere la concentrazione per più ollogodi qualche minuto avendo una scarsa attitudine al ragionamento astratto.  L’ambiente socioculturale in cui vivono, il regime “iconografico così pervasivo e costante come quello odierno,  li spinge inevitabilmente ad un tipo di ragionamento meno simbolico e più reattivo. Ed eccoci arrivati al punto nodale; può in questo scenario sopravvivere ancora la lezione frontale?  Sono possibili allora due scenari. Il primo: si entra in classe, si inizia a parlare…Dopo cinque minuti chi sbadiglia, chi guarda dalla finestra, qualcuno sbircia furtivamente il cellulare qualche altro chiede di uscire…sguardi assenti, facce attonite… indifferenza. Che significato ha tutto ciò? Cambiare si può. Secondo scenario: si utilizza una metodologia attiva, flipped classroom, EAS – Episodi di apprendimento situati, e-learning, una qualsiasi piattaforma digitale. Ce ne sono tante open source sul web: Moodle, A Tutor, Eliademy, Forma, LMS, Dokeos, Ilias, Opigno, Olat, giusto per citarne alcune.  Silenzio in classe…si sente solo il ritmo del cervello in movimento che sta lavorando, sguardi accesi, creatività, immaginazione, attività, operosità, coinvolgimento, partecipazione, interazione. Eureka! Finalmente i ragazzi apprendono e si divertono… l’atmosfera  si accende, si lavora  a ritmo serrato e non solo in orario scolastico. Si tratta di un apprendimento continuo in cui l’interscambio non è solo tra pari, i discenti, ma anche tra docenti e discenti: il primo apprende dal secondo e viceversa. La scuola diventa il luogo dove ogni individuo costruisce il proprio progetto di vita autonomo non  eterodiretto. E’ auspicabile che si raccolga questa sfida e ci si predisponga ad operare con strumenti e risorse diverse per permettere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

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