ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, SCORCIATOIA PER IL LAVORO O MODALITA’ DI FORMAZIONE?

di ANNA DE SIMONE

 

 

LAVOROQuando si parla di alternanza scuola lavoro non sempre si pensa a quello che rappresenta veramente per la scuola, la nostra attenzione viene subito attirata dalla parola “lavoro”, si pensa all’opportunità lavorativa e si dimentica l’opportunità formativa. L’alternanza scuola lavoro nasce come una metodologia didattica per far acquisire agli studenti le competenze necessarie per l’inserimento nel mondo del lavoro da veri professionisti. La legge 107/2015 al comma 1, oggetto e finalità,  recita: “…per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica…per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo…la presente legge dà piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’art.21 della L.59/1997…”. Nella pianificazione e relizzazione  di percorsi di alternanza scuola lavoro non si può prescindere da questa finalità e dalla consapevolezza che si sta effettuando un percorso di sperimentazione  al centro del quale ci deve essere il processo formativo dello  studente. Sicuramente non è semplice organizzare  attività di ASL sulla base di disponibilità, in termini di risorse sia umane che finanziarie, che non sempre esistono o sono insufficienti. Anzi, diciamocelo chiaramente, è proprio difficile, spesso. Una attività che, comunque, si può riassumere in tre fasi principali: progettare il percorso in relazione alle competenze del  profilo di indirizzo dell’Istituzione scolastica in questione;  individuare le aziende che possano assicurare lo svolgimento delle attività lavorative richieste dal progetto formativo, il comma 40 dice che il Dirigente individua le aziende  all’interno di un registro delle imprese istituito presso le camere di commercio, senza  escludere la possibilità di riferirsi anche ad aziende non incluse in tale registro; individuare un tutor interno al consiglio della  classe impegnata nel percorso di alternanza e un tutor aziendale che condividano l’entusiasmo intellettuale della innovazione didattica. Ovviamente è tutto dettagliatamente specificato ed illustrato nella guida operativa emanata dal Miur (per gli amanti dei numeri…con nota MIUR .AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0009750 08-10-20159 a supporto  di questa nuova pratica didattica. Eppure, ricordiamolo, un tempo, alla fine dell’anno scolastico,  si andava dal “Maestro” per imparare un “mestiere”. Nuova? Forse non tanto.

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