ADOZIONI: UN ALTRO PASSO AVANTI

di IDA LENZA

 

Nel febbraio rovente della politica italiana, con le piazze stracolme di famiglie arcobaleno da una parte e la celebrazione del FAMILY DAY dall’altra, con una nota del 04/02/2016, l’Usr Campania ha invitato i Dirigenti a nominare un docente referente di istituto sulle tematiche dell’adozione. Nella suddetta nota si precisa che tale provvedimento è in attuaADOZIONIzione delle “Linee di Indirizzo per favorire il Diritto allo studio degli alunni adottati” emanate il 18/12/2014. Si tratta di un passo particolarmente importante, in un momento storico come questo, in cui il nostro Paese si trova ad affrontare il problema delle adozioni in tutte le sue variabili, non ultime quelle legate alla proposta della tanto dibattuta legge Cirinnà sulla stepchild adoption e al dibattito rovente sulla sacralità della famiglia tradizionale e sulla naturalità dell’omogenitorialità.

Quali i compiti del docente referente? Le Linee di indirizzo ci danno utili indicazioni, per un ruolo che esige competenze professionali, relazionali/comunicazionali, psicologiche: il docente referente svolge un’azione di accoglienza delle famiglie, raccoglie i dati necessari per l’inserimento del bambino in classe, collabora e monitora il percorso formativo dell’alunno; ha contatti con operatori che seguono il minore nel post-adozione; promuove iniziative di formazione e di supporto ai docenti per i percorsi didattici individualizzati. Svolge, insomma, un ruolo cardine per bambini il cui vissuto è, spesso, segnato da traumi profondi e che devono riconnettere il passato con il presente, interiorizzando le regole di un nuovo mondo di cui la scuola è parte essenziale. Bambini, che, per esempio, continuano a sentire il peso della loro identità etnica e che, seppur italiani a tutti gli effetti, non si accettano e, ahimè, talvolta non sono accettati come tali. Bambini che corrono il rischio di essere vittime di pregiudizi legati a scelte non proprie. La scuola prende in carico tutti, affrontando il cambiamento ideologico e culturale, producendo essa stessa cambiamento, in cui una sola cosa resta inalterabile ed ineludibile: la centralità ed i diritti del minore.

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