A SCUOLA DI COMUNICAZIONE

comunicazione

“Non si può non comunicare!” Chi non conosce questo famoso assioma, il primo della pragmatica della comunicazione?

Lohanno fatto proprio anche le scuole che già da qualche tempo hanno cominciato a mettere in campo azioni che vanno tutte verso questa direzione: la necessita di comunicare. Non è un optional, sia chiaro, c’è una legge dello Stato Legge 150 del 2000 che punta l’accento in maniera sistematica sul tema della comunicazione pubblica, che al netto del segreto di stato e della tutela della privacy, stabilisce che sono attività di informazione e comunicazione istituzionale quelle di:

  • informazione verso i media
  • comunicazione interna
  • comunicazione esterna.

 Questa legge coinvolge anche le scuole, che devono attuarla in riferimento a tutti i loro contenuti e supportate anche dalla normativa sull’autonomia e dal cambiamento della società, che oggi impongono di gestire al meglio la comunicazione. Qualcuno, al parlare di comunicazione a scuola, atteggia sguardi stupiti, ma forse è rimasto fermo ad un po’ di anni fa. Ma oggi la qualità di una servizio scolastico passa anche attraverso la qualità della comunicazione, intesa non solo come quella formale e burocratizzata ma come una fitta rete di interazioni interne ed esterne basate su processi funzionali. Comunicare a scuola significa “mettere in comune” un’idea, un’esperienza, un progetto, un obiettivo, una strategia, portando alla compartecipazione. Tanto più che esiste una differenza fra comunicazione interna ed esterna. In quella interna si scambiano soprattutto valori e informazioni volti a sviluppare condivisione, coesione e appartenenza, rafforzando così la cultura dell’organizzazione, creando un clima positivo, accrescendo il numero degli attori del processo educativo, favorendo la tempestività nella conoscenza delle aspettative e bisogni dell’utenza. Ma come si presentano oggi le scuole? Come organizzazioni complesse prodotto di dimensionamenti che vedono stare insiemi sedi lontane fra loro, con indirizzi diversi, di ordine diverso, con utenze diverse. Mi vengono in mente gli istituti comprensivi (I. C.) e i tanti Istituti di Istruzione Superiore (ISS) con anche 1000/1200 studenti 200 e più tra docenti e ata. Diventa  necessario, quindi, saper ben impostare i flussi comunicativi interni, elaborando un vero e proprio piano della comunicazione come avviene proprio per gli enti pubblici (penso ai  Comuni e giù di lì), curato dal Dirigente Scolastico a cui collabora ad esempio lo staff di comunicazione. Lo staff di comunicazione? Ebbene si, le Scuole con la S maiuscola hanno uno staff di comunicazione. Ma ritorniamo al nostro piano, un piano articolato su modalità veloci e sicure di trasmissione di circolari, verbali, lettere, nomine, in una ottica di dematerializzazione grazie all’utilizzo delle ITC attraverso una rete informatica interna, attraverso l’utilizzo di internet, che permette un contatto diretto anche se virtuale, tra tutti i soggetti che operano a scuola. Accanto a questa modalità ci sono riunioni in presenza, briefing, riunione degli organi collegiali, raggiungendo l’obiettivo della piena trasparenza in una ottica di competenza e scambio.

Ma ovviamente il mondo della scuola non è chiuso in una torre d’avorio, per fortuna non più,interagisce con soggetti interni ma anche esterni, gli stakeholder! In che modo? Prima abbiamo parlato di uno staff di comunicazione… e le scuole in un’ottica di maggiore visibilità prevedonosempre più una vera e propria figura che si occupi della comunicazione, un responsabile, o come si preferisce, addetto stampa.  Vediamo cosa fa:  sovraintende a tutte le attività di comunicazione esterna, dalle manifestazioni ai rapporti con gli organi istituzionali, con gli organi di stampa, con gli interlocutori privati (clienti, fornitori etc.). L’elabora il piano di comunicazione esterna con obiettivi misurabili e condivisi che rappresentano il “come quella scuola vuole essere percepita fuori” e coerenti con la visione la mission dell’istituzione stessa. Utilizza i mezzi di comunicazione a sua disposizione per dare visibilità in modo mirato ed efficace alle iniziative/servizi dell’Istituto Redige e diffonde comunicati stampa/intervistea quotidiani, riviste, radio, televisioni. Cura operativamente conferenze stampa ed eventi, si occupa ad esempio dell’apposita sezione “comunicazione” del sito, presente in tutti siti web delle scuole, la pagina FAN di Facebook, il canale/punto di riferimento di studenti e non solo. L’addetto stampa fa marketing in tutti i sensi, tiene sotto controllo le modalità con cui la scuola si interfaccia con l’esterno cura che vengano utilizzati gli standard previsti, collabora nel realizzare materiale illustrativo, brochure, spot promozionali.Gestisce la Web tv  oggi presente in tante realtà scolastiche.

Ma tutte le scuole effettivamente fanno così? Alcune pare proprio di si e rappresentano eccellenze e modelli concreti di riferimento, tutte le altre è necessario che si adeguino perché “non si può non comunicare.”

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