IL GRANDE INGANNO DELL’ORGANICO DELL’AUTONOMIA

di NICOLA ANNUNZIATA

 

Nei mesi di maggio e giugno è stata portata a compimento l’operazione di definizione degli organici del personale docente, che doveva recepire le nuove norme della legge 107  della “Buona scuola”. Dire che quest’operazione sia avvenuta in maniera opaca e discutibile non è corretto, a mio avviso la parola più adatta per descrivere quanto avvenuto è “illegale”. Uso questa parola, che non sottende un giudizio IL GRANDE INGANNO di natura etica, essendo l’operazione stata magari condotta secondo le migliori intenzioni, nel senso più ovvio ed elementare che essa può avere, cioè di un’operazione non conforme alla legge.

La legge 107 prevedeva, infatti, che le scuole indicassero nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno e dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa. Questo fabbisogno doveva rispettare “il limite dell’organico assegnato a ciascuna istituzione scolastica” (art. 1 comma 13). Nondimeno, pur in assenza di questa indicazione, le scuole nel mese di gennaio hanno elaborato e deliberato i PTOF, inserendovi anche il fabbisogno richiesto di posti di potenziamento. Giova ricordare che, per consentire di dare il via già da quest’anno scolastico al piano di assunzioni previsto dalla legge 107, anche in assenza della progettazione esplicitata nei PTOF, alle scuole è stato chiesto, con la nota 30549 del 21/9/2015, di esprimere delle preferenze in relazione ad un limitato numero (sei per il 1° ciclo d’istruzione, sette per il 2°) di “campi di potenziamento”. Di fatto queste indicazioni sono state utilizzate in modo piuttosto disinvolto, anche presumibilmente nell’intento di alleggerire le graduatorie più affollate.

Per il prossimo anno scolastico, pur in presenza ora di una progettazione compiuta, definita e deliberata secondo legge, non è avvenuto neanche un misero tentativo, quale quello messo in atto l’anno precedente, di dare una parvenza di correlazione tra le scelte delle scuole e l’attribuzione degli organici. A livello regionale, infatti, l’organico di potenziamento è stato congelato nella composizione dell’anno precedente. È evidente che le scelte operate hanno pesato soprattutto per la scuola secondaria, in particolare per il 2° ciclo d’istruzione, dove, di fatto, la ripartizione dell’organico di potenziamento nelle classi di concorso non ha seguito in alcun modo le scelte operate dalle scuole nei PTOF, che sono state allegramente ignorate. Uso a buona ragione il termine ignorate, perché effettivamente le articolazioni territoriali del MIUR hanno operato le loro assegnazioni ignorando, cioè senza conoscere tali scelte. Nel migliore dei casi si è confermato l’organico di potenziamento dell’anno precedente, riguardo al quale comunque le scuole non avevano potuto esprimere preferenze relative alle classi di concorso, ma riferite ai già citati ampi e discutibili “campi di potenziamento”. Spesso non è avvenuto neanche questo, l’assegnazione non ha confermato l’organico preesistente né ha seguito le indicazioni dei PTOF. Le logiche seguite sono state alquanto confuse e talvolta opache o incomprensibili. Spesso si è cercato, forse cedendo o comunque assecondando le spinte in tal senso di qualche sindacato,  di evitare le situazioni di soprannumero assorbendolo con l’organico di potenziamento. In ogni caso anche questa volta le esigenze del personale sono state anteposte a quelle delle scuole, in ciò tradendo proprio la forte novità che questa legge prometteva, anche attraverso quella che è stata impropriamente definita la “chiamata diretta ” dei docenti.

Il coronamento di un bilancio piuttosto povero di questo primo anno di applicazione della “Buona scuola” è proprio nelle recentissime indicazioni che il MIUR ha emesso, con nota 2609 del 22/7/2016, riguardo al conferimento degli incarichi ai docenti assegnati agli ambiti territoriali, vale a dire la famosa “chiamata diretta”. I tempi fissati dal Ministero per quest’operazione lasciano a dir poco allibiti. Per la scuola secondaria di 2° grado gli avvisi dei posti disponibili devono essere pubblicati dalle scuole a partire dal 18 agosto e l’individuazione dei docenti deve avvenire entro il 26 agosto! Per l’appalto di una fornitura di qualche decina di migliaia di euro, tra determina, lettera d’invito, nomina e riunione della commissione di gara, aggiudicazione e stand still, passano come minimo due mesi, per reclutare un esperto per un insegnamento di 30 ore in un PON almeno un mese, qui per un incarico triennale d’insegnamento bastano otto giorni domeniche comprese! Questa è la considerazione che il Ministero ha per gli studenti?

Sorprende il tono di plauso senza riserve dell’Anp su questa nota. L’effetto, apprezzato dal sindacato dei dirigenti scolastici, di evitare uno stravolgimento della legge per assecondare le richieste dei sindacati del comparto scuola non può far passare in secondo piano la situazione difficile in cui sono messe ora le scuole.

Voglio chiudere questo intervento con un’ultima considerazione sulle procedure del sistema informativo, che hanno contribuito, non so quanto volutamente, all’opacità complessiva della definizione degli organici. Il Sidi ha marciato tranquillamente nella solita maniera per la definizione dell’organico di cattedra, mentre il potenziamento ha seguito strade alquanto misteriose, con una piattaforma non compiutamente integrata nel Sidi. L’organico di potenziamento doveva essere attribuito all’istituzione scolastica autonoma nel suo complesso, almeno così sembrava potersi desumere dalla nota 11729 del 29/4/2016, anche in presenza di più sezioni associate, ma il sistema informativo forse non lo consentiva e oltretutto questo avrebbe reso più complessa la trattazione dei soprannumerari, sicché anche l’organico di potenziamento è stato attribuito alle singole sezioni associate, determinando sovente sperequazioni tra esse. Insomma un autentico guazzabuglio, reso ancor più confuso dal mantenimento in vita di un defunto, vale a dire l’ordinamento preesistente al riordino del 2° ciclo, con i suoi codici meccanografici relativi a tipologie di scuole che non esistono più, salvo nei meandri della nostra burocrazia e del suo sistema informativo. Sembra arrivato il momento, a riordino del secondo ciclo ormai ampiamente a regime, di metter mano a una revisione dei codici meccanografici, che consentirebbe, unificando dove possibile gli organici, ad esempio nel caso di aggregazioni di sezioni associate del medesimo ordine, un significativo recupero d’efficienza.

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