29 – 30 APRILE – LE SCUOLE ITALIANE ALLE PRESE CON L’INTERNET DAY

di EMILIANA SENATORE

Lo specifico processo di alfabetizzazione informatica già risalente al 1997, ma ribadito con le Raccomandazioni del Parlamento europeo nel 2006 (che tra le otto competenze chiave individuano la competenza digitale) e poi ampiamente espresse nella legge 107 sulla Buona scuola, vogliono sottolineare che il digitale rappresenta il valore aggiunto all’oggetto della conoscenza, dando maggiore valore al reale. La multimedialità come valore “immersivo”, partecipato e condiviso, nelle giornate del 29 e 30 aprile sarà celebrata con il ricordo della prima connessione tra Pisa e gli Sati Uniti; nell’occasione  sarà possibile la visione  ed il dowland di login IL GIORNO IN CUI L’ITALIA SCOPRI’ INTERNET,  scritto da Riccardo Luna e diretto da Alice Tomassini.

Da quel 1997, quando con la circolare 282  del 24 aprile il Miur elaborò un piano quadriennale per introdurre le nuove tecnologie a scuola al fine di stimolare una cultura multimediale, sono trascorsi due decenni, ed in questo tempo sono  mutati aspetti della vita e della quotidianità, ridisegnando nuovi spazi ed identità. L’effetto della digitalizzazione ha assunto sempre più una caratteristica polimorfa, veloce e potente dando il via ad un rinnovato modo di informare e veicolare elementi culturali oltre che rivoluzionare le relazioni interpersonali. Pasolini, cosi come lo scrittore Umberto Eco, pur sostenendo che la rete fosse una risorsa per stimolare i giovani mettendo loro a SAdisposizione una massa enorme di informazioni, era convinto che rappresentasse anche un limite alle possibilità espressive. Secondo i due scrittori la conoscenza artificiale avrebbe esonerato da ogni responsabilità, nel senso che il clic sul computer avrebbe fornito solo ciò di cui si potrebbe avere bisogno in quel momento. Senza voler approfondire i pro e i contro della tecnologia, è condivisa dai più la considerazione che se  da un lato essa dà la possibilità di entrare in contatto con qualunque abitante del mondo, dall’altro confina a una solitudine  esistenziale riducendo al minimo il pensiero come il linguaggio!!! Di  fronte alla scuola di pensiero che condanna la bontà  della tecnologia in favore di una passività e un conformismo  che scoraggia l’originalità  e la diversità di pensiero, il sociologo McLuhan  stigmatizzava i limiti della tecnologia  e le assegnava un ruolo fondamentale nell’orientare le componente principali della società. Per il canadese i media “sarebbero stati un’estensione dei sensi, un medium caldo che avrebbe stimolato l’utente ad una maggiore partecipazione coinvolgendolo nell’elaborazione delle informazioni. Come risolvere il dilemma? Sicuramente non si pretende di sostituire nelle scuole l’apprendimento tradizionale in toto con la tecnologia, che per le dirla con le parole di De Mauro, da solo non rappresenta la soluzione. Affiancare al paradigma dell’apprendimento tradizionale  quello online sarebbe la soluzione che non scontenta nessuno non solo perché offrirebbe una mole di nuove e più affascinanti prospettive, ma perché di fronte ad una sterminata offerta di contenuti digitali sarebbe il connubio perfetto per evitare il rischio di smarrirsi. Il modello osmotico di Salman Khan, vero pioniere nel processo di  integrazione tra tecnologia ed apprendimento, potrebbe essere il giusto compresso per tutti. Dunque una sintesi tra il desiderio di esplorare contenuti sempre più innovativi  e la necessità di  non fare a meno della capacità di scelta, di progettazione  e di mediazione dei docenti.

Le iniziative  cui sono chiamate le scuole di tutto il paese  in questi due giorni sono finalizzate alla comprensione degli aspetti funzionali delle nuove tecnologie che anziché  “far morire il libro saprà renderlo più forte”. E’ chiaro che si vuole puntare l’accento sul valore formativo ed educativo di internet e puntare l’attenzione sui dati circa il  sul suo utilizzo che a quanto pare sono cresciuti in maniera esponenziale tra i giovanissimi. Attraverso seminari e attività,  il Miur chiama le scuole a partecipare e tutte le iniziative coerenti  con il piano nazionale della scuola digitale  vedranno un  ruolo chiave  degli animatori digitali, dello staff, dei referenti per l’innovazione  nel diretto coinvolgimento dei docenti tutti. Il MIUR per stimolare la partecipazione una più ampia partecipazione delle scuole  ha   fornito Kit con informazioni e proposte utili alcune delle quali in partenership con TED quali le attività di Public Speaking, passando per la campagna promossa dal Generazioni connesse dei Supererrori, poi a seguire  Internopoli (il gioco didattico che illustra i temi più importanti legati ad internet) senza dimenticare “Programma il futuro”, per agevolare la conoscenza del pensiero computazionale. Non va assolutamente omessa l’iniziativa lodevole dei diritti e doveri dei fruitori di internet, per far conoscere le implicazioni nell’esercizio dello stesso e nel rispetto di una cittadinanza attiva della libertà, diversità, e dignità delle persone tutte. Le scuole potranno segnalare la partecipazione sul sito creato per l’evento  (italianinternetday.it) ed inserire i loro eventi. La mappa interattiva di tutte le scuole sarà visibile sullo stesso sito e rappresenterà graficamente la partecipazione delle scuole all’internet day. Per la specifica occasione è stato lanciato un concorso di idee e le tre migliori proposte documentate attraverso un videoclip della durata massima di 180 secondi saranno premiate con la somma di 5000 euro da destinare alla realizzazione di un internet corner in uno spazio comune della scuola o al pagamento  per un anno del canone per la connessione ad internet. Non ci resta che attendere meno di una settimana per dare uno sguardo al sito dedicato all’evento per vedere come i giovani studenti italiani, attraverso il potenziale creativo e metacognitivo ,abbiano esplorato ancor più l’ambiente virtuale senza
prescindere dalle metafore culturali del mondo concreto.

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